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RIFLESSIONI SU POPPER - APPUNTO NUMERO 1 25/04/2009
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Nella teoria di Popper potremmo quindi dire che GENOTIPO=TEORIA e AMBIENTE=DATI. Il punto è che nell’evoluzione naturale esiste un altro soggetto coinvolto, ovvero il fenotipo. È vero, come sottolinea Bartley, che il lamarkismo è stato smentito, e quindi l’ambiente non agisce sul genotipo (le giraffe non ereditano un collo più lungo perché determinati esemplari si protendono verso il fogliame). L’ambiente, tuttavia, agisce in modo diretto esclusivamente sul fenotipo, che però è biologicamente in relazione unilaterale con il genotipo (una relazione del genere genotipo -> fenotipo), e quindi la relazione logica del tipo ambiente -> genotipo non sembra avallabile.

Partendo da questa considerazione, è possibile azzardare che il fenotipo, nel parallelo popperiano, possa essere la tecnica (come prodotto concreto delle teorie) – essa è in fondo una realizzazione pratica dell’astrazione scientifica, sottoposta all’influsso non logico dell’ambiente circostante (che agisce in modo disomogeneo), e a sua volta non influenzante la teoria se non in quanto fonte dell’emersione di dati che possano fungere da controprova/smentita.
Nessuna esperienza tecnica, infatti, può divenire teoria in modo autonomo solo in quanto di successo sperimentale, quand’anche questo successo dovesse ripetersi identico in tutti gli esperimenti. Su questo, peraltro, si tornerà con gli appunti successivi (dato che è mio parere personale che l’impulso creativo che tanto peso ha nelle congetture popperiane sia di fatto un processo influenzato dai dati tecnici).

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