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SUL CONCEDERSI: IL CORPO PER UN UTILE 04/05/2008
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Perché se in effetti biasimiamo tutte quelle persone che cercano il bene caduco e insipido della bellezza, della gioventù, dell’apparenza, implicitamente (e non solo) ammettiamo in modo chiaro una scala di valori che vede l’astratto prevalere sul concreto, l’interiore sull’esteriore.
La qualità intellettuale sul corporeo.

E su questo piano, pochi – tra noi giudici dell’altrui pratica – sarebbero in dubbio nel sostenere l’estrema nobiltà di categorie come onore, libertà, dignità, merito. Statura squisitamente umana, e morale.

E se si opta per un approccio laico e razionale (ovvero: non si cede al “non fornicare”, non si cede alla tentazione di mettere al bando come immorale ogni concessione alla carnalità), non rimane che accettare la proposizione secondo cui cuore e mente vadano difesi con più virtù, con più vigore del corpo – bene secondario e labile, esposto alle ingiurie del tempo.

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