[essays]
Un vergognoso popolo di senza Dio! 18/01/2008
[sourcecode][essays][18/01/2008][ITA]


Passi che l’On. Buttiglione non capisca la differenza che corre tra il credere in Dio (cosa che nessuno stava ponendo in questione) e il seguire un metodo di carattere teologico, sparando opinioni a salve (non ci si può obiettivamente attendere certe sottigliezze logiche, nel suo caso), spiace constatare come una personalità di provata erudizione come il Prof. Fisichella si spinga così oltre la soglia del buon senso nel mescolare in modo caotico e molto discutibile concetti e parole la cui definizione non è soggettiva, ma chiara e strutturata – e racchiude parametri importantissimi per regolarne uso e considerazione. La scienza (che non appartiene solo agli scienziati, e non c’è sicuramente bisogno di ricordarlo preventivamente allo sgomento Odifreddi, come puntualmente avviene nel salotto di Vespa – pare proprio che ogni dibattito diventi uno scontro infantile sulla proprietà, sulla dignità, sul privilegio e sul potere, e già questo basterebbe a tenere la scienza, nobile, chiusa fuori dalla porta di queste polverose e meschine arene) ha come principale carattere (a meno che non si vogliano usare le parole a caso) il suo poggiare sul metodo scientifico, che non è un’entità sfuggente e alchemica, bensì un modus operandi chiaro e codificato.

E già alcuni secoli fa tale Galileo Galilei a sentirsi parlare di compatibilità tra metodo scientifico e prassi teologica avrebbe alzato quantomeno un sopracciglio, perplesso – anche perché uno dei due metodi lo condusse alla conoscenza, l’altro lo obbligò all’abiura. Ma senza scomodare eventi così lontani nel tempo, e senza dover necessariamente ricorrere agli aspetti sperimentali del metodo scientifico propriamente detto (aspetti che, va da sé, difficilmente si sposano con l’inesperibile), possiamo volgere lo sguardo verso la sola componente astratta dell’apparato metodologico proprio delle scienze.


[PREV] [1] [2] [3] [4] [5] [6] [7] [8] [9] [10] [11] [12] [NEXT]