[essays]
Ho un aereo, ma non ho una meta 07/11/2012
[sourcecode][essays][07/11/2012][ITA]



Non è il contesto per soffermarsi sulla radicale distinzione tra le definizioni di scienza e tecnica, come non è questo il luogo adatto ad alimentare una polemica secolare tra le due grandi branche dello scibile umano, scientifica da una parte, umanistica sul crinale opposto: ci accontenteremo di una affermazione che ho più volte avuto modo di sviluppare altrove, ovvero che queste due costole del sapere sono ben lungi dall’essere svincolate, anzi si compenetrano profondamente e questo le situa su piani assiologicamente paritari.

Di fatto, però, i detrattori della scelta della giovane commettono una nutrita serie di errori.

Primo: richiamando la “parità” appena menzionata, è forse giusto riconoscere che qualunque tipo di capacità astrattiva, ogni inventiva, tutti i balzi epistemologici di una popolazione sono frutto di un progresso sistemico, non di semplici scatti tecnici, non di sequenze preordinate (o programmabili) di step evolutivi.
Ogni dimensione della tecnica è figlia (e a sua volta generatrice) di un piano culturale, o dello spirito, che dipende anche, largamente, da conquiste proprie della fantasia, della creatività, della memoria, dell’interpretazione. Senza dubbio è vero che la dimensione tecnoculturale oggi ha un dominio importante nella nostra esistenza, ma la presenza continua e quindi forse meno visibile (in quanto di natura meno discontinua rispetto alla sostanza della nostra vita naturale) di ciò che classicamente viene definito umanistico non può essere messa in dubbio. Né può essere privata del suo ruolo di carburante importante per l’orientamento dei percorsi umani.


[PREV] [1] [2] [3] [4] [5] [6] [7] [8] [9] [10] [11] [12] [13] [14] [15] [NEXT]