[essays]
Ho un aereo, ma non ho una meta 07/11/2012
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Qualche giorno fa, a seguito dell’intervento del Ministro, il “Corriere della Sera” ha pubblicato in ottava pagina lo sfogo di una giovane lettrice, invischiata, a suo dire, nella triste dinamica lavorativa di questa epoca di precariato.

Questo il link: http://solferino28.corriere.it/2012/10/24/io-schizzinosa-alluniversita-ho-preso-tutti-30-ora-sono-aggrappata-al-lavoro/.

Documento interessante, specchio diretto di una situazione a dire il vero nota ai più – chi non ha nella sua esperienza familiare o relazionale a che fare con qualche trentenne precario, magari (pluri)laureato cum laude? – tuttavia il vero dato interessante non è il testo della missiva, talmente vero e drammaticamente prevedibile da essere quasi proverbiale, bensì nella sterminata sequela di commenti dei lettori (strumento spesso importantissimo per farsi un’idea del polso della società). Sorprendentemente, infatti, le manifestazioni di forte solidarietà, sovente banali e generiche a dire il vero, sembrano essere in minoranza rispetto alle accorate (e un po’ livorose) dichiarazioni di biasimo.

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