[essays]
Ho un aereo, ma non ho una meta 07/11/2012
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Il mercato del lavoro genera delle condizioni di fatto, e per questo si deve accettare supinamente che la società, o lo stato, siano in subordine rispetto a queste condizioni. Un’ammissione etica, quasi. Senza dubbio un’affermazione di subordine, come detto in apertura.

Ecco: questa ipotesi nascosta non è mai stata apertamente discussa, e nella manifestazione di scoramento della giovane lavoratrice, ad essere messa in discussione è proprio quell’ipotesi. Quindi è piuttosto sciocco, per non dire di peggio, non rendendosi conto che una costruzione argomentativa pone in discussione, non accettandola, un’ipotesi, controbattere con un teorema opposto che fa di quell’ipotesi un punto fermo. Ancora una volta, l’errore è “scientifico”: se di un teorema si contesta il risultato in quanto si ritiene che una delle ipotesi sia scorretta, in genere si analizza quell’ipotesi ponendola al vaglio del dubbio, per poi decretare se essa sia o meno accettabile. Altrimenti ogni altra operazione risulta essere superflua, o illogica.

Esattamente come tutti i commenti di vituperio stesi sotto la (drammaticamente reale) lettera della giovane, disillusa Giovanna.


Diego K. Pierini, (C) 2012

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