[essays]
Il voto si paga in emozione 19/03/2011
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E paradossalmente, proprio nel confronto con il regime fascista mussoliniano, spesso tirato in ballo in uno zoppo parallelo col berlusconismo, si può intravedere quale sia il dato nuovo, il fattore unico che ha decretato la vittoria – anzi, l’apparente immortalità – di quest’ultimo.

Ad una attenta osservazione del sentimento politico diffuso, infatti, si nota un fatto sorprendente: il generale qualunquismo, la sostanziale disaffezione della popolazione nei confronti della classe dirigente si fonda principalmente sull’idea che le promesse elettorali siano necessariamente – sempre! – promesse disattese, proclama da marinai. Semplici specchietti per le allodole utili perlopiù a massimizzare il risultato alle urne. Ma mai, o giù di lì, realisticamente attendibili.

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