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FIGURE DELLA CRITICA 05/03/2008
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FIGURE DELLA CRITICA
BREVE RIFLESSIONE SU “MAGDALENE” di P. MULLAN



Intenso film di Peter Mullan, allievo di Ken Loach e per questo da ascrivere ad una corrente ideologicamente vicina al radicalismo, nella fattispecie quello laico e sinistroide, “Magdalene” ha trionfato nel 2002 alla Mostra del Cinema di Venezia portando in scena una vicenda ispirata a fatti realmente accaduti, ovvero il terribile calvario delle giovani recluse presso i centri delle Sorelle Maddalene (istituti di correzione, esistenti in Irlanda fino al ’96, in cui ‘peccatrici’ di ogni genere ed età erano fatte lavorare ad un servizio di lavanderia pubblica per espiare i propri peccati).

Punto più spinoso della pellicola, al di là del palese attacco alla struttura delle sorelle Maddalene, di per sé molto esplicito (intreccio narrativo principale), è probabilmente la figura della giovane Bernadette, inizialmente chiaro esempio di totale ‘estraneità’ – è quella forse più ingenua, probabilmente più consapevole (e non c’è paradosso), totalmente tagliata fuori da ogni tipo di decisione, anche per quanto riguarda la semplice possibilità di opporsi (non assistiamo, infatti, ad alcun confronto sul suo conto: la scelta, anche filmicamente, è ridotta ad un ‘fuori campo’).

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