[essays]
La natura affilata di una ricerca impossibile 24/10/2007
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COLPA, UTILITARISMO, EMPATIA. UN VICOLO CIECO.



Quale può essere il significato dell’attribuzione di una colpa, come atto cosciente, come fatto oggettivo, soprattutto quando esso è rivolto a se stessi? Quanto possiamo, come esseri umani (e quindi partendo da una definizione di ‘individuo’ che in un certo senso limita enormemente la possibilità di variazioni nella nostra cifra caratteriale), allontanarci da una struttura generica, invasiva e universale come la colpa nella sua accezione più cosmica? La strada è di fatto biforcata, almeno presupponendo di voler realmente mantenere l’attenzione sul contatto col reale, sui fatti desunti dall’esperienza emotiva (è piuttosto facile, d’altronde, scegliere quella che in Inghilterra chiamano ‘politica dello struzzo’, ovvero limitare il campo della propria analisi e per questo non giungere troppo a fondo nell’analizzare il bilancio consequenziale della propria condotta).


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