[essays]
Essere (sci-fi) o non essere (sci-fi)? 23/01/2012
[sourcecode][essays][23/01/2012][ITA]

Essere (sci-fi) o non essere (sci-fi)
Quando ha senso parlare di "film di fantascienza"?


Riconoscere la statura espressiva, il valore letterario e la potenza narrativa del genere fantascientifico è senza dubbio un passo cruciale, specie in tempi di forte deriva tecnosofica della nostra società. Sono spesso tornato – forse anche con una leggera, non del tutto inconscia, volontà di autoaffermazione – sul problema della catalogazione assiologica, quasi etica, dei generi letterari e cinematografici, per restituire alla sci-fi un posizionamento congruo, sotto quei riflettori che la critica del XX secolo ha sempre stentato a concederle.

A pensarci bene, forse sarebbe bastato rievocare il memorabile passaggio de "L'attimo fuggente" di Peter Weir in cui l'illuminato professor Keating strappava intere pagine di un manuale di letteratura reo di fornire atroci strumenti di valutazione cartesiana delle opere letterarie e dei relativi autori – quasi la dimensione istintuale ed emotiva che l'arte ha sempre avuto precipua intenzione di penetrare fosse una quantità metrica. Ecco, estrapolare parametri – in primis il subdolo e fuorviante concetto di importanza – dalla magmatica sostanza offertaci dalla nostra percezione globale di una costruzione letteraria è atto di spregio, oltre che percorso privo di sbocchi.


[1] [2] [3] [4] [5] [6] [7] [8] [9] [10] [11] [12] [13] [14] [15] [16] [NEXT]